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Posts Tagged ‘Lombardia’

Nel XIV secolo la storia di Vimercate è legata ad una figura autorevole, influente ed affascinante, ad uno stimato esperto e facoltoso consigliere e finanziatore degli Sforza, il condottiero di ventura Gaspare da Vimercate.

Francesco Sforza affidò l’importante feudo di Vimercate a Gaspare che, ben introdotto negli ambienti imprenditoriali e mercantili non solo di Milano ma anche di Genova e di Venezia, in stretti rapporti d’affari con molti banchieri, fu tra i suoi più influenti cortigiani, suo facoltoso finanziatore e gli fece da garante e referente in materia finanziaria.

Quale fu l’origine di questi condottieri, delle compagnie di ventura che diventeranno un fenomeno di grande rilievo nella realtà europea di quei secoli, parte integrante della società?
Nate dopo il Mille dal disfacimento feudale spagnolo, fiammingo e tedesco, queste milizie mercenarie dilagano in Italia. Le prime truppe sono masnade formate da soldati di mestiere pronti ad uccidere e a farsi uccidere per denaro e per bottino. A combattere non sono più i liberi cittadini dei comuni che in armi facevano quadrato intorno al carroccio, ma non sono ancora i professionisti della guerra che troveremo in seguito, sono bande per lo più di emarginati, esclusi dalle varie attività, fuoriusciti dal proprio comune ed i loro comandanti, senza alcuna consapevolezza politica o morale, sono spinti solo dal miraggio del bottino.
Queste brigate non sono ancora vere compagnie, la disciplina è pressoché nulla, l’organizzazione militare approssimativa, la fedeltà verso i committenti un’opzione, la sete di bottino enorme…
Quando non sono al soldo di qualche nobile o re praticano il brigantaggio imponendo taglie ai villaggi prosperosi ed incendiando quelli poveri.
Il termine masnada, nato dal provenzale maisnada (famiglia, servitù), passò ad indicare un gruppo di sbandati senza disciplina, ed ancor oggi viene utilizzato in quel senso.

Nel XIV secolo, epoca in cui si rese necessaria la presenza di truppe armate per motivi economici o politici, non conveniva reclutare all’interno della comunità: nasco così una nuova era per le compagnie di ventura. Capitani di ventura italiani subentrano a quelli stranieri, è il capitano che sceglie i suoi uomini e non viceversa: inizia un reclutamento mirato.
L’addestramento alle armi dipende dal capitano che arma gli uomini e li paga trattando direttamente con i Signori che richiedono una prestazione mercenaria, stabilendo un preciso contratto, la condotta, e il capitano diventa il condottiero.
La condotta specifica la durata e le condizioni dell’ingaggio, il numero degli uomini e delle armi. Gli uomini sono divisi in squadre al comando di un caposquadra, un superiore è addetto alla designazione degli alloggi, un camerlengo amministra le sostanze, un notaio presiede alle scritture. Terminata la condotta il condottiero è libero di andare a combattere con altri, con la clausola di non far guerra per due anni al suo precedente “datore di lavoro”.

Le compagnie efficienti diventano famose e raggiungono il numero di migliaia di componenti, tutti perfettamente equipaggiati sia a cavallo che a piedi. I condottieri guadagnano cifre ragguardevoli, sono ricchi, e tra i clienti più ricercati dalle banche.
Nel XV secolo, poi, a causa delle difficoltà finanziarie in cui si trovano, i Signori provvedono al pagamento delle condotte assegnando ai condottieri una parte del loro territorio.
È in questa realtà che dobbiamo inquadrare la figura di Gaspare da Vimercate, valoroso Comandante di Venutra, ma anche abile politico e diplomatico.

Fin dall’adolescenza Gaspare milita come caposquadra nella compagnia di Francesco Sforza, ma si fa subito notare per le sue qualità ed il suo operato, tanto da diventare uno dei più autorevoli consiglieri del Duca. Gli viene conferita la contea di Valenza in Piemonte; combatte i Veneziani e tratta la pace tra Venezia e la Repubblica Ambrosiana; viene inviato a Genova per il possesso della città e ne diventa governatore; segue in Francia l’erede Galeazzo Maria per contrastare le truppe del Duca di Borgogna, un uomo veramente indispensabile per lo Sforza.
Ha a disposizione a Milano una vasta area fuori Porta Vercellina, adiacente al parco del castello ducale, dotata di armi, infermeria ed altri servizi per i quartieri invernali, in tempi in cui i soldati alloggiano nelle case e nelle stalle dei cittadini. Alla sua compagnia è riservato un trattamento di favore, in tempo di guerra lo stipendio dei suoi uomini è tra i più vantaggiosi e in tempo di pace, contrariamente agli usi, rimane pressoché invariato.

Nel 1463 dona ai Domenicani il terreno che gli era stato donato a Milano per alloggiare le truppe. Tra gli edifici che si trovavano sul terreno vi era una cappella con un affresco detto della “Madonna delle Grazie” e dopo pochi mesi iniziò in quel luogo, sponsorizzata dallo stesso Gaspare, la costruzione della chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Muore nel 1467 proprio quando inizia, con le invasioni straniere, la decadenza delle compagnie di ventura.

Gli ultimi condottieri hanno sempre più un ruolo marginale, i sovrani stranieri reclutano milizie tra i propri sudditi, è il primo nucleo di un’armata nazionale.
Con l’invenzione della polvere da sparo e l’introduzione dell’artiglieria cambia poi radicalmente la tecnica del combattimento ed i condottieri italiani continueranno il loro mestiere, ma senza una loro compagnia alle spalle, diventeranno famosi come generali nei vari eserciti stranieri.

[M. L., sta su Treos, gennaio 2011]

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Lombardia

La Lombardia è la mia regione di adozione, dove oggi sono residente.
Una regione antichissima nonostante non sia tra le più antiche d’Italia, riveste importanza fondamentale sin dai tempi più lontani per la propria posizione e per la diversità del proprio territorio, che ha dato opportunità a numerosi popoli di stanziarsi e di favorire una molteplicità e caratterizzazione della cultura.

Oggi, al di là dell’essere la regione forse più industrializzata d’Italia, è ancora una regione con mille sfaccettature che permettono di cogliere l’italianità più mitteleuropea.

Questo spazio si prefigge di raccontare la storia, l’archeologia, i paesaggi, le specificità della Lombardia con un occhio attento e meticoloso, per non cadere mai nel banale.

La Lombardia ad oggi si compone di undici province, ed una nascente. Proprio in vista della nascita della nuova provincia di Monza e Brianza, e con lungimiranza verso l’Expo 2015 di Milano, si apre questo spazio per un panorama a tutto tondo, analizzato dalle viscere ai cieli:
1. Provincia di Milano
2. Provincia di Lecco
3. Provincia di Sondrio
4. Provincia di Bergamo
5. Provincia di Brescia
6. Provincia di Mantova
7. Provincia di Varese
8. Provincia di Lodi
9. Provincia di Cremona
10. Provincia di Como
11.  Provincia di Pavia

oltre poi alla zona franca di Livigno, in provincia di Sondrio.

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