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Archive for the ‘Parco della Valle del Lambro’ Category

Proseguendo a sud di Brugora, tornando verso il Lambro, si entra nel territorio comunale di Triuggio (m. 231 s.l.m., 8151 abitanti), in un paesaggio di valli boschive attraversate da torrenti minori, occupate da piccoli insediamenti storici, oggi frazioni del comune.

Il primo nucleo che si incontra è quello di Tregàsio, appartenuto nel XIII secolo al monastero milanese di San Simpliciano, degna di visita è la Rotonda, o cappella dei Ss. Gervaso e Protaso, un piccolo pantheon neoclassico (ispirato ad un più noto modello di Inverigo), disegnato da Luigi Cagnola e terminato nel 1842 da Ambrogio Nava d’Adda.

Poco sotto, in località Zuccone S. Giovanni, la strada porta alla villa Sacro Cuore, già possedimento dei padri barnabiti ed oggi centro spirituale.

In frazione Rancate, a nord del capoluogo, la chiesa parrocchiale del Seicento racchiude opere di un certo valore, a firma degli Appiani, del Genovesino e di un Campi, mentre la cascina Boffalora è stata ristrutturata ed adibita a Centro di Educazione Ambientale.

A Triùggio si avvicina il Lambro e si inizia a discendere il fondovalle lungo la strada provinciale 135. Dopo pochi chilometri si raggiunge Canònica, ben conservato nucleo dal quale emerge Villa Taverna.

L’edificio è preceduto da una cancellata di foggia barocca sormontata da statue su mezzi timpani ricurvi. Un tempo fortificato, fu trasformato a più riprese: per quella voluta nel 1532-52 dal conte Francesco Taverna, coeva al giardino all’italiana tuttora conservato nelle sue linee generali, si è ipotizzato l’intervento del Pellegrini.

Di particolare risalto il raccordo a cannocchiale che, ponendo come primo punto di fuga la villa ed i corpi di servizio, traguarda fino all’antistante altura lambendo fra gli altri edifici l’oratorio della Beata Vergine (Giacomo Antonio Quadrio, 1735).

Alla villa si lega una nota vicenda storica: avrebbe infatti ospitato, durante la sua fuga, Gian Paolo Osio, l’Egidio dei Promessi Sposi.

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La valle del Lambro, a nord di Monza, apre uno stretto solco, profondo alcune decine di metri, nelle coltri diluviali dell’altopiano asciutto milanese. Sul margine dei terrazzi si sono distribuiti diversi abitati, tra cui emergono gli ambiti verdi di numerose ville nobiliari con i loro giardini, testimonianze di un trascorso assetto territoriale che assegnava alla bellezza del paesaggio e al favore del clima un plusvalore assoluto. Nel fondovalle invece si localizzarono, fin da epoca remota, vari complessi produttivi che utilizzavano la forza delle acque del Lambro per muovere i loro macchinari.

Il Lambro è stato per molto tempo sinonimo di acque sporche e malate e di cattiva educazione ambientale che hanno influito sulla flora e la fauna ittica. Perciò, a partire dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, il fiume è stato oggetto di un piano di risanamento che ha richiesto drastici interventi di riassetto e, in alcuni casi, anche la completa ricostruzione del letto fluviale.

L’opera di risanamento è ancora in atto e richiederà ancora diverso tempo ma, negli ultimi anni, si sono moltiplicati i segnali positivi, come la ricomparsa di certe specie ittiche, il completamento della rete di depurazione e, soprattutto, l’istituzione del Parco regionale della Valle del Lambro, con Legge Regionale del 16 settembre 1983.

Formato da 35 comuni ed esteso per circa 80 km², il Parco si sviluppa lungo la valle del fiume partendo a nord dai laghi di Pusiano e Alsèrio e terminando a sud con il Parco di Monza. La valle, dove affiorano potenti strati di puddinga, un conglomerato clastico risultante dall’unione per cementazione di ciottoli fluviali, è debolmente incassata nei depositi quaternari dell’alta pianura e fra i cordoni morenici delle colline briantee. Come è accaduto per gli altri vicini e più importanti fiumi lombardi (Ticino e Adda), la valle è stata nei secoli il ricetto di varie attività produttive, dapprima basate sulla semplice forza idraulica (mulini, folle) e che poi utilizzarono la stessa forza per produrre energia elettrica in grado di muovere i più complessi macchinari delle industrie tessili. Gli ambiti naturali, anche se non molto estesi, assumono un incontestabile valore sociale: si possono citare a questo proposito le Riserve Naturali dei Laghi di Pusiano e Alsèrio, alcuni brani di boschi igrofili all’interno della valle, alcune particolarità geomorfologiche quali grotte (Grotta di Realdino ad Agliate) e massi erratici (Sasso di Guidino).

L’attività del parco è pertanto molto improntata alla difesa dei valori residui, al recupero e al risanamento dell’ambiente.

Per informazioni: Parco Regionale della Valle del Lambro, via Vittorio Veneto 19 – Triuggio
Tel. 0362.970961 – 0362.997137
Fax 0362.997045
http://www.parcovallelambro.it

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Il 21 giugno al Parco Regionale della Valle del Lambro (Lombardia)
BRUGORA: MONASTERO DELLE BENEDETTINE E CHIESA DI S. PIETRO
Ritrovo al parcheggio della Casa di Riposo a Brugora di Besana Brianza (MI)
alle ore 9.00. La partecipazione è gratuita ma, per motivi organizzativi,
è obbligatoria l’iscrizione. Le iscrizioni si raccolgono fino alle ore
14.00 di venerdì 19 giugno.
Per informazioni e iscrizioni: Parco Regionale delle Valle del Lambro
dott.ssa Michela Zanone Poma – Tel. 0362/970961 interno 2 – E-mail:
michela.zanonepoma@parcovallelambro.it

Altre info sul Parco Valle del Lambro
http://www.parks.it/parco.valle.lambro

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