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Archive for the ‘Naviglio Pavese’ Category

La produzione dell’energia è uno degli argomenti più complessi e dibattuti quando si ragiona sul futuro della Terra.
Considerata ormai scontata la necessità di slegarsi dalla dipendenza del petrolio, le strade suggerite sono molte: dal discusso nucleare, all’idrogeno, alle fonti rinnovabili. La forza dell’acqua, pulita e con effetti non devastanti sull’ambiente, viene da sempre utilizzata per la produzione di energia idroelettrica. La presenza a Milano dei Navigli e delle loro conche (il Naviglio Pavese ne ha ben 14, distribuite lungo i suoi 33 chilometri) ha permesso alla città di sfruttare l’acqua per sostenere parte del proprio sempre crescente fabbisogno energetico.
“L’energia idraulica ha avuto un ruolo determinante nella Milano del Settecento, con le prime fabbriche sorte proprio attorno ai Navigli. Fra queste c’era la Cartiera Binda, nata nel 1850 sulla Conca Fallata (per lo sfruttamento della quale aveva avuto la concessione); lo stesso vale per la Richard Ginori delle origini, collocata invece sul Naviglio Grande”, ha spiegato in un’intervista Giovanna D’Amia, ricercatrice di Storia dell’Architettura al Politecnico. Proprio la Conca Fallata rappresenta il fiore all’occhiello del progetto di restauro e ripensamento delle conche milanesi previsto nel Master Plan dei Navigli e coordinato dal consorzio gestore dei Navigli Lombardi.
La Conca Fallata è la seconda che si incontra lungo il Naviglio Pavese provenendo dalla Darsena; il suo curioso nome deriva dal fallimento del progetto del governatore spagnolo Enriquez Acevedo Fuentes, che nel Seicento annunciò a gran voce la costruzione del canale di collegamento tra Milano e Pavia, per poi interrompere i lavori alle prime difficoltà, nel punto d’incontro con il Lambro meridionale. L’ambizioso piano fu completato solo due secoli dopo da Napoleone Bonaparte e verso la metà dell’Ottocento il Naviglio Pavese superò l’antico Naviglio Grande per quantità di merci trasportate lungo le sue acque. Abbandonata per decenni, dopo che i navigli persero la loro funzione commerciale, la Conca Fallata trova oggi un nuovo splendore, grazie al restauro – legato al progetto di navigazione turistica lungo i canali – ed all’installazione di una piccola centrale elettrica, attraverso la quale, sfruttando la forza generata dal salto delle acque, verranno prodotti quasi 300 kw al giorno, sufficienti a soddisfare il fabbisogno elettrico annuale di mille famiglie e dell’illuminazione di venti chilometri di strade. Non secondario è il fatto che si tratti di energia completamente pulita.

La Conca Fallata è anche un’osteria
In corrispondenza della Conca Fallata sorge un locale storico della Milano di una volta: l’Osteria della Conca Fallata, tempio della cucina popolare di matrice pugliese. Aperto nel 1969, il locale è stato per molti anni meta degli esponenti più importanti della Milano del cabaret e dei cantastorie: da Cochi e Renato ad Enzo Jannacci e Giorgio Gaber.
Ingrediente principe del menu dell’osteria è la carne di cavallo, proposta in tutte le versioni: braciola, filetto, stufato con polenta, bistecca.
Immancabili i primi della tradizione pugliese: orecchiette con le cime di rapa, pasta e broccoli, zuppe di cereali e legumi.
La vasta scelta dei secondi affianca piatti pugliesi alle pietanze tipicamente milanesi: su tutte un’ottima cotoletta.
Per concludere, burrate e treccine che arrivano fresche da Andria.

Osteria della Conca Fallata
Via Chiesa Rossa, 113 – Milano

Le conche tornano a vivere
L’installazione di una centrale elettrica nella Conca Fallata non è l’unico intervento in fase di realizzazione che riguarda le conche milanesi, gioielli di ingegneria idraulica abbandonati per decenni ed ora finalmente prossimi alla meritata valorizzazione.
Sulla Conchetta, primo “salto” del Naviglio Pavese, i lavori sono in corso: si sta ultimando il ripristino delle sponde, degli apparati idraulici, dei portoni in legno e della casetta un tempo usata per controllare i portoni. Per il recupero si è scelto un restauro di tipo conservativo, riproducendo i portoni e le strutture meccaniche dell’epoca, che funzioneranno mediante un moderno apparato elettronico.
Per quanto riguarda la Conca delle Gabelle, ultima rimanenza dell’antico tratto urbano del Naviglio Martesana, l’Istituto per i Navigli / Associazione Amici dei Navigli ha redatto un progetto preliminare per il suo recupero come fontana-canale. La struttura ha indubbio valore storico: la struttura dei portoni della conca presenta degli avanzamenti degli studi che Leonardo riportò sul Codice Atlantico, che indicano l’utilizzo delle porte con delle portile alle porte a battente (già riportate da Leon Battista Alberti come le più convenienti).
Legata a doppio filo alla storia della realizzazione del Duomo di Milano, la Conca di Viarenna era la prima “cateratta” utilizzata per permettere il trasporto diretto dei materiali da costruzione per la cattedrale dalla Darsena alla cerchia interna fino al Laghetto di Santo Stefano, ricostruita dopo la realizzazione dei bastioni nella seconda metà del Cinquecento. È in fase di presentazione un progetto di riapertura del bacino antistante, già approvato dal Comune di Milano, per contribuire così alla rivalutazione della conca e alla riconnessione della stessa e del suo bacino alla Darsena.
(fonte: www.amicideinavigli.org)

[sta in: Me&Te, mensile del Punto Parco “Naviglio Grande”, anno 3, numero 4, giugno 2006]

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